Impastatrici: dimmi come ti muovi e ti dirò che modello sei

Lo sapevate che le impastatrici in commercio, oltre che per prezzo, marca e tipologia, differiscono per il modo di muoversi? Lasciando da parte la classica planetaria, regina delle impastatrici, cosiddetta proprio per la rotazione satellitare del braccio meccanico, anche gli altri modelli in commercio si distinguono a seconda di come si muovono per impastare. Le macchine più semplici si basano su una sola rotazione, è il classico movimento elementare di rimestare in una direzione l’impasto come se lo si facesse con un mestolo, con la differenza che invece che essere manuale è meccanico. I modelli più avanzati, invece, si ispirano, se pur con diverse varianti, al movimento planetario che ha la particolarità di alternare due rotazioni simultanee, ma in senso opposto, per poter garantire composti ben amalgamati e senza ombra di grumi.

A questo punto entrano in gioco gli accessori, anch’essi determinanti per la bontà dell’impasto. Fra gli accessori più comuni nell’uso dell’impastatrice si trovano i ganci a forma di K o A per lavorare cibi di media consistenza e specifici uncini per trattare gli alimenti più duri. A seconda del prezzo si troveranno nel kit in dotazione quantità più o meno nutrite di accessori per facilitare le preparazioni più svariate. Entrando più nello specifico, è importante familiarizzare da subito con gli accessori che vanno saputi usare correttamente per ottenere risultati ottimali, volendo si può approfondire l’argomento visitando il sito impastatricemigliore.it.

Di solito gli accessori ricalcano la forma e l’impiego degli utensili tradizionali, applicati alla macchina, ad esempio il gancio a filo (o a frusta) ricorda da vicino lo sbattitore manuale o elettrico, da impiegare per impasti più ‘ariosi’ come montare gli albumi o amalgamare i tuorli con lo zucchero. Questo tipo di accessorio è indicato anche nelle fasi preliminari alla preparazione di impasti meno consistenti, come meringhe, mousse o torte morbide. Altri accessori, come ad esempio il gancio a foglia, detto K da Kenwood, la casa di produzione che li ha lanciati sul mercato, servono a produrre composti più burrosi indicati per fare, fra le altre cose, biscotti e pasta sfoglia. Un altro gancio, detto a spirale, è usato per l’operazione di ‘cordatura’ di pane, pizze e panettoni.